Non basta cianciare di liberalizza- zioni, come se si trattasse di mettere all’asta qualche vecchia caserma. Si tratta di abban- donare radicalmente tutto ciò che è comune o – come eufemisticamente si suole dire – “pubblico”, perché lì sta il male, l’inevitabi- le corruzione, il lassismo, l’assenteismo, la querulomania, l’autodenigrazione, lo stordi- mento, l’umiliazione metodica di chi ci lavo- ra, umiliazione che i sindacati da tempo im- memore cercano di glorificare. E’ indispen- sabile che i lavoratori partecipino all’impre- sa; » read more.





avete detto…