12 ott 11

MILANO — «Confindustria dovrebbe snellirsi moltissimo». Carlo De Benedetti, presidente onorario del gruppo Cir, parla con l’esperienza degli «otto anni da vicepresidente» di viale dell’Astronomia e dà anche qualche cifra: «Confindustria oggi costa più o meno 500 milioni di euro all’anno a livello nazionale ed è una cifra alla quale non corrisponde un ristorno sufficiente, ci sono duplicazioni assolutamente inutili. Dovrebbe essere sempre più un centro studi, un centro di indirizzo, un centro di politiche dell’innovazione, della ricerca». E di conseguenza l’identikit del futuro presidente «dovrebbe essere coerente con questa missione di Confindustria». Mentre sull’uscita del Lingotto dall’associazione degli industriali, l’Ingegnere ha ripetuto il suo pensiero: «Credo sia un errore, ma ognuno fa le sue scelte in libertà. La decisione ha poco a che vedere con dissensi sulla cosiddetta linea politica di Confindustria ma piuttosto con lo spostamento del baricentro di interesse della Fiat che, per scelte sue, si sta spostando fuori dall’Italia». De Benedetti era all’Università Bocconi per la presentazione della cattedra in «Entrepreneurship» istituita con una donazione di 3 milioni di euro a carattere personale in ricordo del padre Rodolfo. Nel suo intervento il presidente onorario del gruppo Cir ha fatto presente che «fare gli imprenditori è difficile in tutto il mondo, non solo nel nostro Paese». «La recessione — ha proseguito — non avrà breve durata, ma la tanto declamata crescita, che viene ricercata da provvedimenti abbastanza improbabili di tipo amministrativo verrà solo da chi lavora e da chi intraprende». «Crescere — ha aggiunto De Benedetti — vuol dire lavorare, credere, sbagliare ma anche sapersi riprendere. Siamo noi che facciamo al crescita». E lo sviluppo è legato «alla quantità di sapere che siamo in grado di raccogliere e trasferire».

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