24 giu 11

Dai magistrati non mi aspetto più niente. Senza incontrare resistenze nell’Italia parruccona che dice di nutrirsi del senso del diritto e della legalità, il loro partito combattente inonda le cancellerie delle procure e le Camere, da anni, di faldoni chilometrici, botte di decine di migliaia di pagine, con le conversazioni private di cittadini italiani (ministri, imprenditori, lobbisti, giornalisti, banchieri, amanti, parenti, amici: basta che telefonino). La quasi totalità delle conversazioni origliate non ha alcuna rilevanza penale, le stesse indagini sono in realtà retate da stato di polizia alla ricerca di reati o di simulacri di reati…..

 

Sono invece stordito dalla sordità di Ferruccio de Bortoli, di Ezio Mauro, di Mario Calabresi e degli altri direttori di giornale che non appartengono alla stirpe teppistica dei tabloid che vivono di infamia. E sono stupefatto della facilità etica e culturale con cui gli editori, la Fiat, gli “evoluti” del Corriere (un cattolico bresciano di buona cultura come Giovanni Bazoli, Mediobanca, le Generali, i Montezemolo e i Della Valle) permettono che si compia questo scempio. Pubblicare un testo in cui un ministro è definito “brutta mignotta” o un qualunque altro brano di conversazione privata capace di lordare chiunque, roba che non ha rilevanza all’infuori della generica caccia all’uomo e alla sua sfera privata, non è un atto di buona informazione, non è un atto di giustizia e di riparazione morale di torti, non è un gesto di coraggio, non è espressione di radicalismo neopuritano: è solo una mascalzonata. E allora, perché tanta gente che non dovrebbe farlo, si comporta da mascalzone? Perché non esistono costituzionalisti di establishment, tutori della deontologia giornalistica e dell’etica pubblica, oratori e profeti della felicità della democrazia, che è rispetto delle persone e governo della legge, capaci di insorgere, verbo tanto abusato, contro questo sconcio, e di dire la verità? Sono condizionati, forse? Ricattati? Complici? Sono assuefatti? Pensano che non sia possibile realizzare altrimenti i loro scopi politici, che i mezzi siano giustificati dal fine?

……

 

Ma le posizioni che dovrebbero essere almeno metodologicamente terze, che dovrebbero tutelare, anche da tribune politicamente impegnate, la civiltà dei rapporti giuridici, politici ed etici della comunità, quella lunga teoria di scrittori, di datori di lezioni, di editorialisti, gente che dovrebbe conoscere il valore della privacy, perché non parlano, perché pubblicano e lasciano pubblicare schifezze adducendo il falso motivo della completezza dell’informazione, perché non denunciano l’immenso scandalo che è sotto gli occhi di tutti? E quella gente pigra che sono i giornalisti della stampa estera in Italia, non si accorgono dell’enormità di un fenomeno di cui non si vede alcun paragone nelle democrazie moderne in occidente? Caro John Micklethwait, lei è un uomo di mondo, un giornalista brillante e intelligente, ma è mai possibile che un giornale liberalconservatore come il suo Economist non eserciti le sue doti di penetrazione e di ironia sullo stato di polizia origliante che c’è in Italia?

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8 commenti.

  • TROTA scrive:

    “FOGLIO” DI VIA PER VERONICA LARIO – LA DIVORZIANDA DI ARCORE CHIUDE QUALSIASI LEGAME, ANCHE DI CARTA, CON IL “DRAGO DELLE VERGINI”: LA QUOTA DEL QUOTIDIANO DI GIULIANO FERRARA FINISCE AL SUO EX COGNATO PAOLINO, PROPRIETARIO DEL “GIORNALE” – E ORA SONO A RISCHIO I FINANZIAMENTI PUBBLICI CHE TENGONO IN VITA L’ELEFANTINO. GLI ANGELUCCI INSEGNANO CHE AVERE DUE GIORNALI VUOL DIRE RINUNCIARE A SVARIATI MILIONI DI CONTRIBUTI…

    Non più «giornale cognato», come ironizzava per levarsi da qualsiasi imbarazzo Giuliano Ferrara, ma giornale «fratello» a tutti gli effetti. Veronica Lario lascia infatti il ruolo di azionista di maggioranza del Foglio e al suo posto arriva proprio Paolo Berlusconi, fratello del premier e cognato – presto ex cognato della signora Lario.
    L’ufficialità è una nota della Pbf, la holding di Paolo, che spiega di aver deciso di ampliare «la propria presenza nel settore della stampa quotidiana acquisendo il 38% della Foglio Edizioni srl, società proprietaria della testata Il Foglio, diretta e fondata da Giuliano Ferrara». Per Berlusconi, che già controlla Il Giornale e alcune testate periodiche, «l’operazione è volta a rafforzare la presenza del gruppo nel settore editoria».

    Ma dietro le dichiarazioni c’è ovviamente il durissimo confronto tra il premier e Veronica sulla causa di separazione e la scelta di separare definitivamente le proprie strade. Chi ha seguito la trattativa per il passaggio della quota spiega che proprio in questo scenario va inquadrata. E dunque appare difficile non vedere i più ampli interessi familiari dietro la scelta di Paolo Berlusconi.
    Per Veronica, del resto, il Foglio non è stato il migliore degli investimenti. Era entrata nel capitale 15 anni fa, nel marzo 1996, pagando all’epoca 450 milioni di lire (pari a circa 230 mila euro) per il 30% della società editoriale, ma specie negli ultimi anni i bilanci hanno dato scarse soddisfazioni.

    L’ultimo disponibile, relativo al 2009, segnala ricavi pari a 438 milioni e una

    perdita di 279 milioni. Ma la cifra alla quale è avvenuto il passaggio di quel

    38% del capitale in questi giorni non è stata resa pubblica.

    Tra i consoci, Paolo Berlusconi trova adesso un fedelissimo di suo fratello come Denis Verdini, che ha il 15% del capitale, lo stesso Giulianone Ferrara con il 10%, e l’immobiliarista editore sardo Sergio Zuncheddu. Come vivrà Ferrara, anima del giornale di opinione, il cambio di proprietà?
    Due anni fa, quando la richiesta di divorzio divenne pubblica, il direttore del Foglio scrisse che «la coabitazione editoriale con Veronica Berlusconi è stata ed è perfetta. I rapporti personali senza un’increspatura, discreti e cordiali: tendenza Veronica, appunto. Il divorzio, così aggressivo, ci dispiace e ci imbarazza». Ora che quel divorzio, almeno dal punto di vista societario, è del tutto consumato bisognerà forse adattarsi alla «tendenza Paolo».

  • paolop scrive:

    ma se non c’è berlusca proprio non si può parlare di niente. mi ero illuso in questi giorni, ma niente da fare.

  • TROTA scrive:

    premesso che il servo giulianone è un FALLITO senza laurea – con una campagna per una moratoria sull’aborto pietosa – con una mancata elezione nel collegio elettorale del mugello – con un giornale le cui perdite gliele ripianerà Bisignani come ha fatto per la simpatica Santachè

    si può parlare di TAV per esempio
    - abbiamo due opzioni quella della val di susa o quella nostra che attraverserà piazzale roma – piazza san marco fino treporti cavallino piazza drago jesolo – passarella eraclea torre di mosto – san michele al tagliamento bibione grado poi non ricordo

    ferrara – zuppa di porro hanno mai scritto qualcosa a riguardo?????

    la ZAC (alias zaccariotto francesca) è d’accordo con la tav basta la facciano da un’altra parte, come Zaia d’accordo con le centrali nucleari ma non in Veneto.

  • TROTA scrive:

    Possiamo parlare di mecenatismo, (parola usata più volte in questo blog) prendendo spunto dal matrimonio del sopranominato ” cretino renatino e
    titti ” e della loro ricca lista di nozze mobili, tappeti, lampade, costosissimi ulivi
    ciliegi.

    io pensavo che i due attempati sessantenni avrebbero chiesto una offerta
    per Telethon – Per Airc – per Don Ciotti

    anzi avrei giurato che avrebbero
    chiesto ai loro invitati di adottare un pezzo del restauro del soffitto della sala del maggior consiglio a palazzo ducale

    che illusione che utopia che tristezza che miseria

    per fortuna venezia città illuminata ha scelto di farsi guidare da un altro

    e forse aveva ragione il povero padoa schioppa – le tasse (giuste e non sperperate) sono la nostra salvezza altro che il mecenatismo mancato
    degli italiani che più possono

  • paolop scrive:

    io sono sempre restio a giudicare i vizi degli altri. i gesuiti forse mi hanno insegnato che prima bisogna pensare ai propri, mentre nelle cellule si insegnava a guardare (solo) quelli alrui.
    Che ne sai Trota se Renatino fa beneficienze o no? Mi pare che neanche il mio amico Giorgio abbia chiesto niente di tutto questo per la Cate che si è appena sposata. Anzi ha avuto l’ autorizzazione di farla sposare a Torcello, dopo che la Curia aveva detto “Torcello non può essere utilizzata per i matrimoni”.
    Ti stupisci sempre degli altri? E di me? e di Te? e di Chocky sappiamo tutto?

  • TROTA scrive:

    io non giudico, chi giudica in questo paese sono altre persone

    io lascio un commento relativamente ad una notizia pubblica relativamente ad un personaggio pubblico che rilascia interviste pubbliche sul proprio matrimonio ai giornali come vanity fair, oggi , gente, diva e donna, chi e quant’altro.

    da questa notizia ho espresso una mia conclusione e cioè in materia di mecenatismo (beneficenza) siamo scarsi

    renatino farà sicuramente anche lui la sua carità, ma essendo lui un personaggio pubblico farebbe bene a dire a chi la fa, magari potremmo copiare prendere da esempio.

    la CATE non è paragonabile a renatino, credo sia il suo primo matrimonio
    credo sia più giovane, meno arrivata, che i regali le serviranno povera per metter su casa.

    Giorgio tenero è come tutti i genitori cerca di dare il meglio ai propri figli, e sono straconvinto che la curia in cambio avrà chiesto una buona offerta che andrà all’urgente restauro di cui la basilica di Santa Maria Assunta HA assolutamente BISOGNO.
    Di necessità virtù.

    Io mi stupisco certo, ma ti chiedo in tutto questo c’è qualcosa di male???

    di te di me di chocky non voglio sapere nulla mi basta scambiare idee opinioni imparare perchè anche dal tuo blog si impara sempre qualcosa
    ieri ho scoperta DONNA LEON non sapevo esistesse

    auf wiedersehen

  • paolop scrive:

    Certo Giorgio ha fatto non bene, benissimo! Ma come sempre ci sono due pesi e due misure, obolo a parte.
    Ovvio che Giorgio essendo Procuratore di San Marco ha dei privilegi, e ci mancherebbe, ma lo dicevo perchè non si può essere sempre moralisti con la parte avversa.
    Di moralista poi ci sono io che basto ed avanzo…

  • choky scrive:

    Non capisco cosa mai vogliate sapere su e di Choky.
    Choky è un bel cane di color marrone, con la memoria di elefante e per questo soffre.
    Ma poi di tanto in tanto dimentica, anche di aver avuto memoria, e si confonde.
    Choky vive in un bel canile con tante comodità e soffre quando vede altri Cani che stanno male e cerca di aiutarli in una maniera o nell’altra.
    Anche esser Cani è difficile.
    Un tempo i Cani erano ben piu`liberi di oggi ed erano raramente giudicati.
    I Gesuiti SJ hanno anche insegnato a Choky che bisogna tenere una certa distanza dalle cose del mondo e che l’esame di coscienza su se stessi è ben piu`importante che il giudizio altrui e verso gli altri.
    Ma quando si vedono certe cose non si puo`non scandalizzarsi.
    Non si puo`e non si deve sempre tacere ed accettare tutto cio`che avviene in pubblico, spudoratamente, ma soprattutto “diseducativamente” Non sputare sentenza, ma esprimere giudizi dopo analisi, si’ !E’ un diritto-dovere di ogni buon Cane !




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