C aro Direttore,
La Stampa ieri
in prima pagina titolava così:
«Un pensionato su due vive con 1.000 euro
al mese». Altri quotidiani sottolineavano
invece che un pensionato su due vive con
500 euro. A chi devo credere?
Cari Direttori dei giornali che lamentate
la diminuzione dei lettori, forse un motivo
c’è: i lettori non si fidano più di cosa scri-
vete. Saluti
Piero Decol
È fondamentale sapere che l’Inps distin-
gue tra pensioni e pensionati: noi abbiamo
preso in considerazione i pensionati, ovve-
ro le persone in carne e ossa e non le pen-
sioni, perché a fare la spesa sono i pensio-
nati e non gli assegni da loro ricevuti. Leg-
gendo l’ultimo rapporto dell’Inps è corret-
to, da un lato, affermare che metà delle
pensioni, cioè degli assegni previdenziali,
valgono meno di 500 euro. Ma, dall’altro, bi-
sogna sapere che molti italiani percepisco-
no più di una pensione, l’Inps calcola che il
54,5 per cento dei pensionati vive con una o
più pensioni (per esempio la reversibilità
del coniuge assieme alla propria da lavoro)
per un totale di mille euro. Ragionando sul-
le persone è quindi corretto affermare che
poco più della metà dei pensionati perce-
pisce all’incirca 1.000 euro al mese (e non
500). Il titolo della Stampa è dunque cor-
retto e abbiamo preferito fare i calcoli su
quanto guadagnano i pensionati invece che
su quanto valgono i loro assegni. È giusto
dire che «metà delle pensioni vale 500 eu-
ro» oppure che «metà dei pensionati vive
con mille euro». Non è un caso di sciatteria
ma di precisione e le differenze nascono
dal diverso punto di vista assunto.
Mario Calabresi
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avete detto…