Caro Berlusconi,
…Facendo politica legittimamente, è an-
che comprensibile che la sua autodifesa si
svolga nel teatro della politica. E che sia
aspra, come si conviene a una situazione in
cui contro di lei sono scagliate passioni gol-
piste e inaudite manifestazioni di odio e di
disprezzo politico. Lei dunque non è nel
torto quando intende trasformare in un re-
ferendum sulla giustizia ingiusta le occa-
sioni di confronto elettorale, e quando ri-
corre per questo a una oratoria appassio-
nata. Ma deve trovare le parole e le sedi
giuste. Lei è il presidente del Consiglio dei
ministri, non Masaniello. L’umorismo aiuta,
e talvolta lei ne è maestro, ma la codifica-
zione del discorso politico in barzellette
no. Non aiutano gli apologhi incendiari, le
omissioni quando si tratti di censurare gli
errori della sua parte e dalla sua parte.
Lei deve fare il suo mestiere, governare l’Italia,
definire un’agenda che dia ordine e signifi-
catività agli atti del suo governo e della sua
maggioranza, compresi quelli che riguar-
dano la tutela del capo dell’esecutivo dal-
le attenzioni speciali di magistrati comi-
zianti e degli intellettuali golpisti e ribal-
tonisti oggi alla guida dell’opposizione e
del gruppo lobbistico a lei avverso (Repub-
blica-Espresso). L’armata dei suoi nemici
conta sulla sua riduzione al ruolo di impu-
tato riluttante a farsi processare, e agisce
con spregiudicatezza per consegnarla a
una funzione sediziosa, anti istituzionale,
nel momento in cui è il loro profilo, la lo-
ro attività, che ha un tasso intollerabile di
negazione dello spirito repubblicano.
Lei deve definire un programma, e attenervisi
con rigore, che rispetti le prerogative del
Parlamento e dei poteri neutri, portando la
critica e anche una accesa iniziativa istitu-
zionale, ripeto, nei luoghi giusti e trovando
le parole adatte.
Lei deve spiazzare, sorprendere, unire ogni volta che questo è
possibile. Deve guardare al retroterra mo-
derato delle tifoserie che militano per lei.
Deve smascherare il progetto autoritario e
neopuritano che caratterizza una falsa cul-
tura di sinistra, deve ritrovare il tempera-
mento liberale e libertario che fece di lei
un campione di ottimismo e di spavalderia
nell’affermazione di una nuova immagine
della politica e dell’Italia. I suoi denigrato-
ri oggi la vogliono così com’è o come appa-
re, sono felici di vederla in preda agli estre-
mismi verbali, fuori controllo dal punto di
vista di una guida non solo carismatica, ma
sapiente e politica, della parte di paese che
si riconosce nella sua esperienza. Contano
su un cedimento del suo esercito in politi-
ca, su quella che definiscono come la di-
sgregazione di un regime senza più altra in-
telligenza che la autorità del suo capo, sof-
fiano sul vento dell’eterno 25 luglio italia-
no, e lo dichiarano apertamente. Ogni mat-
tina lei deve proporsi il problema di sbu-
giardarli, spiazzarli, dividerli, invece di
confermare davanti al paese l’immagine ar-
tefatta alla quale vogliono consegnarla i
suoi volenterosi carnefici.
Non è facile tutto questo. Combattere
contro il proprio carattere, specie se si sia
un cittadino privato che è stato costretto a
divenire uomo pubblico dalle circostanze
sciagurate dell’Italia dei primi anni No-
vanta, e messo sotto il fuoco di una campa-
gna delegittimante che arriva a spiare la
vita privata e a trasformare in reato la sua
vita personale, non è cosa semplice. Ma de-
ve riuscirci, pena la sua rovina e la rovina
politica di chi è con orgoglio, con
libertà e con ironia, da anni al suo
fianco.
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Uri






Troppo tardi .
Non è mai troppo tardi. E dimentica che B ha permesso a quelli che la pensano come me di dirlo senza essere lapidati dai buoni che sognano il Bunga Bunga senza appagare mai i loro sogni! Chi è senza peccato può scagliare la prima pietra, gli altri stiano almen zitti per decoro. E per rispetto di loro stessi.
F. lo dice troppo tardi ed è troppo tardi.