Al direttore – Le disastrose notizie relative
al maremoto giapponese con le sue 27.000 vit-
time vengono spesso confuse dalla stampa no-
strana con le preoccupanti notizie provenien-
ti dal sito nucleare di Fukushima. L’ultima
angosciante rivelazione in ordine temporale è
quella relativa al plutonio, che avrebbe conta-
minato il terreno intorno ai reattori nucleari.
Effettivamente tracce di plutonio sono state ri-
levate e, dalla composizione isotopica, si capi-
sce che “è fresco”, ovvero proveniente da uno
dei reattori di Fukushima. Quello che però si
tace è che tracce di plutonio sono sparse su tut-
to il globo terrestre, reminiscenza dei test nu-
cleari effettuati fino a pochi anni orsono (l’ul-
timo dalla Corea del nord nel 2009), in parte
perché primordiale, in parte formato dalla in-
terazione dei raggi cosmici con l’Uranio (natu-
rale). In Giappone poi nessuno dovrebbe sor-
prendersi di trovare tracce di Plutonio, perché
a Hiroshima e Nagasaki sono dietro l’angolo.
Ciò che forse sarebbe opportuno aggiungere è
che i livelli di Plutonio misurati in questi gior-
ni sono inferiori al fondo naturale, scrupolosa-
mente misurato dai Giapponesi trenta anni
orsono. Effettivamente c’è qualcosa che acco-
muna Chernobyl a Fukushima. La qualità
dell’informazione.
Marco Ciotti,
Enea Nuclear department
Filed under:
Uncategorized
Trackback:
Uri






avete detto…