E’ bastato l’annuncio che la riforma
della giustizia sta per essere ap-
provata dal Consiglio dei ministri per
poi affrontare l’iter parlamentare, par-
ticolarmente lungo e complesso perché
implica modifiche alla Costituzione,
che dalla magistratura associata e dal-
le opposizioni è partito un incredibile
fuoco di sbarramento. Il procuratore
milanese Armando Spataro chiarisce
l’atteggiamento pregiudizialmente bar-
ricadero quando sostiene che “se ven-
gono annunciate riforme epocali, oc-
corrono risposte altrettanto epocali”.
Non gli passa nemmeno per la testa l’i-
dea che di fronte allo stato comatoso
della giustizia italiana una riforma ci
vuole proprio. E’ ragionevole avere
idee diverse da quelle del governo su
come agire su un sistema bloccato, ma
quella che si profila è una battaglia pu-
ramente conservatrice, che considera
una bestemmia la sola parola riforma.
Immediato naturalmente è venuto l’ap-
poggio di Futuro e libertà (nonostante
Gianfranco Fini continui a negare qual-
siasi intesa con l’ala politicizzata della
magistratura). Carmelo Briguglio mi-
naccia nientemeno che “un Vietnam
parlamentare”, anche lui, naturalmen-
te, ancora prima di conoscere il testo
della riforma proposta, mentre Leoluca
Orlando vuole bloccare “questa perico-
losa deriva fascista”. Insomma nessuno
pare interessato ai mali della giustizia,
evidenti a tutti e che sono stati denun-
ciati anche dalle massime autorità giu-
diziarie nel corso delle inaugurazioni
dell’anno di attività dei tribunali. Op-
posizioni e magistratura associata pen-
sano solo a come suscitare un’ondata di
agitazioni, a cominciare dallo sciopero
dei giudici, dato addirittura per scon-
tato e considerato insufficiente dai più
infervorati.
Un’opposizione eterodiretta, che fa
da amplificatore parlamentare di agi-
tazioni corporative, senza la capacità o
la volontà di avanzare proposte alter-
native, distrugge anche la credibilità
riformista di chi aveva cercato, anche
dall’interno del Partito democratico, di
smarcarsi dalla pura contrapposizione
per entrare criticamente nel merito dei
problemi su cui intende intervenire l’e-
secutivo. Le voci sempre più concitate,
le contestazioni portate in piazza a ri-
petizione, il tono urlato dell’opposizio-
ne sono segnali di un’altrettanto grave
afasia riformistica, di una condizione
subalterna che impone di inseguire tut-
te le agitazioni per coprire l’assenza di
una solida e riconoscibile politica al-
ternativa.
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Uri





ho fatto un viaggietto a milano
in autogrill a vr il foglio non arriva
a bergamo l’ho trovato, ho chiesto alla signora quanta gente lo compra?
mi ha guardato con una faccia e poi mi ha detto NESSUNO
anche Ferrara mi è stato detto usurfruisce di lauti finanziamenti pubblici per
il foglio (anche questa procedura naturalmente è liberale/liberista)
e forse per questo perchè pochi pochissimi leggono il foglio dobbiamo
SOPPORTARE L’ELEFANTINO su rai uno tutte le sere ad un prezzo modico di
3.000 EURO A puntata per dieci minuti – per tre anni
POVERA ITALIA – POVERI NOI che lavoriamo per 5 euro l’ora tutto il giorno e ci sentiamo dire che dobbiamo essere anche più umili
E’ vero, non lo compra nessuno, purtroppo. Io sono abbonato on line (è carissimo). Ma è insostituibile. Profondo, colto, umoristico, quasi sempre brillante. Non tutto mi interessa o mi piace, ma è un grande giornale. Compralo un pò. Se vuoi ti mando il pdf, ma non so la tua mail.
Costa poco più del disgnatore di Santoro.
Certo è finanziato dallo stato come tutti i giornali d’ Italia. Pensa che sopravvive perfino il Manifesto e Europa, oltre al Secolo d’ Italia.
Per chi non lo sopporta c’è sempre Meliconi! Un benefattore dell’ umanità.
Se parli dell’ umiltà di cui ho parlato io, non hai capito. Hai mai ricevuto un CV di un neo laureato o di uno che ha lavorato tre anni da qualche parte?
Nessuno in Italia lavora per 5 € all’ ora. Se si lavora da un gaglioffo fuori legge, ci sono molti modi per difendersi.
A partire da lunedi’, a regime mutato, mutiamo Biagi in Ferrara.
Come cambiano i tempi….
Speriamo che ci divertirà, anche se non è piu’ tempo per divertirsi: ora usa il derby quotidiano, come ai vecchi tempi.