29 mar 11

L’ unica vera riforma per il riequilibrio
dei conti pubblici è quella che mi-
gliora i meccanismi della spesa, non l’au-
mento delle risorse che lo stato chiede ai
cittadini.  Questa  risposta  del  ministro
dell’Economia, Giulio Tremonti, alla pro-
posta  di  un’imposta  patrimoniale  ordi-
naria  avanzata  da  Susanna  Camusso  a
nome della Cgil divide il campo in modo
chiaro fra le due politiche alternative ri-
guardanti  la  stabilità  e  la  crescita.  La
nuova  patrimoniale  della  Camusso  sa-
rebbe  ricalcata  sull’imposta  francese
sulle grandi fortune – quella che Parigi
sta pensando ufficialmente di dismette-
re – la quale rende un po’ più di 4 mi-
liardi all’anno. Ma ne dovrebbe rendere
18, colpendo con un’aliquota dell’1 per
cento  coloro  che  hanno  un  patrimonio
netto superiore a 800 mila euro, che co-
stituirebbero il 5 per cento più ricco, fra
gli italiani. L’imponibile sarebbe di 1.800
miliardi, circa l’1,10 per cento del nostro
pil, e sarebbe costituito da immobili, ti-
toli  obbligazionari  e  azionari,  quote  di
aziende familiari, prodotti finanziari va-
ri. Peraltro, dato che ogni famiglia è com-
posta in media da 2,5 persone, si tratte-
rebbe non del 5 per cento, ma di oltre il
10 per cento degli italiani. Non solo: da-
ta la difficoltà di accertamento delle ric-
chezze diverse dagli immobili, e il fatto
che  l’imposta  non  tasserebbe  il  debito
pubblico delle famiglie, essa ricadrebbe
su una miriade di risparmiatori, non ne-
cessariamente “i più ricchi”, ma coloro
che  il  fisco  raggiunge  meglio,  tassando
case, terreni, investimenti in aziende fa-
miliari, depositi bancari, quote di fondi
di investimento. La patrimoniale in que-
sto modo colpirebbe una parte notevole
di quel risparmio e di quella ricchezza
che  alimentano  le  attività  produttive  e
formano la raccolta bancaria. E tutto ciò
per finanziare la spesa pubblica che, da-
te le sue attuali dimensioni e la tenden-
za decennale ad aumentare, non è in lar-
ga misura produttiva. Nella proposta del-
la Cgil, dunque, c’è il contrario di una po-
litica di stabilità e crescita.

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2 commenti.

  • paolop scrive:

    Aderisco del tutto!
    Segnalo che il confine della ricchezza è portato a 800.000 € (tutto compreso, case, seconde case, automobili, eredità, ecc.).
    Segnalo che il confine della “stra ricchezza” è portato a 5 milioni. In Italia ci sono moltissimi straricchi, anzi di più!
    Poi mi piacerebbe sapere come pensano di stimare le imprese. Col metodo del Patrimonio Netto? Quindi punendo chi investe nelle società? E chi sarebbe in grado di valutare le autodenuncie? L’ Agenzia delle Entrate? Dovrebbero decuplicarne le dimensioni organizzative?
    Meglio la strada di “meno tasse, meno stato”!

  • choky scrive:

    Si faccia pure una sorta di Patrimoniale di solidarietà, ma si applichi soltanto alle grandi richezze.
    E una tantum.
    Non a quelli che pian piano hanno risparmiato, lavorando e lavorando ( e magari pagando tutte le tasse senza evadere) per comprarsi casetta e barchetta, giardinetto e macchinetta.Il tutto tirando ed avendo tirato la cinghia per tanti anni.
    Solidarietà si’, ma da persone fisiche che possono e debbono permetterselo o che forse hanno la coscienza un po ‘ sporca….(evasori ?)




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