30 mar 11

I  casi  sono  due:  i  lettori
di  quotidiani  italiani  sono  tutti  laici,
massoni, atei, mangiapreti, miscreden-
ti di tutte le categorie. Oppure non c’è
nulla  –  a  parte  il  triangolo  Bocchino-
Buontempo-Carfagna – che possa scuo-
tere un pubblico che si annoia ormai
perfino a contare le catastrofi. Domeni-
ca scorsa, in prima pagina e con gran-
de  rilievo,  il  cardinale  Carlo  Maria
Martini ha annunciato l’Apocalisse (ov-
vero la fine del mondo) con queste pa-
roline: “Stiamo andando verso l’Apoca-
lisse? E’ questa l’impressione che han-
no molti di noi rispetto ai grandi cata-
clismi di questi ultimi tempi e anche
alle guerre e agli odi che travagliano
molti popoli. La risposta vera dovrebbe
essere di sì”. Più chiaro non poteva es-
sere. I segnali inequivocabili, secondo
il grande teologo, li aveva annunciati il
Vangelo: “Vi saranno anche fatti terri-
ficanti e segni grandi dal cielo”. Ci sia-
mo,  ho  pensato  leggendo  il  Corriere
della Sera, dove Martini tiene una ru-
brica  settimanale  di  posta  molto  ap-
prezzata. Ho cercato di chiedere, com-
mentare, confrontare con amici e colle-
ghi l’Annuncio. Collima perfettamente
con le profezie Maya. E con i nuovi al-
lineamenti planetari che sarebbero re-
sponsabili  di  un  mutato  magnetismo
terrestre, all’origine di terremoti, tsu-
nami e maremoti. Il cardinale legittima
anche le profezie geologiche che vor-
rebbero Roma antica distrutta da un si-
sma che potrebbe manifestarsi fra l’11
e il 15 maggio prossimi.
Allarme?  Macché.  Stupore,  indiffe-
renza, scetticismo. Nessuno pensa a un
futuro  così  lontano,  nessuno  ragiona
nemmeno  fino  al  2012.  Nulla  può  di-
strarre i romani, in questi giorni. Stan-
no pigramente sdraiati nei bar e nei ri-
storanti all’aperto di ogni ordine e gra-
do (per parlare ormai si esce da case e
uffici,  senza  telefonini).  Nemmeno  la
beatificazione  dell’adorato  Giovanni
Paolo II, calendarizzata per un primo
maggio  che  s’immagina  infuocato,  e
non soltanto dal sole. Zero reattività. Si
discute solo di un argomento: la storia,
per certi versi romanzesca, di Giampy.
Bellino, di buonissima famiglia, mam-
ma altolocata, cognomi e titoli a segui-
re, automobili sensazionali da esibire
e  da  imprestare  o  vendere  agli  amici
del bar Euclide: Giampy Castellacci è
il Madoff dei Parioli. Gli hanno affida-
to i risparmi di una vita, le eredità, i
guadagni e le risorse anche un po’ se-
grete centinaia di persone in buona fe-
de. C’è chi, come una signora bene di
una dinasty editoriale, lo ha inseguito
– quando era ancora a piede libero – fi-
no  davanti  al  portone  di  piazza  don
Minzoni per insultarlo e urlare davan-
ti a tutti il suo dolore e la sua rabbia,
“erano i soldi di mia figlia, disgrazia-
to”. C’è chi è andato sotto casa del so-
cio, dalle parti di largo Messico, per as-
sestargli  due  schiaffoni  prima  che  la
giustizia si occupasse di lui (e non era
una scena da film, anche se la vittima
è un supercinematografaro smaliziato
assai). I migliori penalisti sono assedia-
ti da centinaia di pariolini infuriati con
la cricca dei consulenti vip. In una città
in cui tutti sono parenti, compagni di
scuola,  di  circolo  o  di  cazzeggio,  lo
scandalo attraversa le famiglie dell’al-
ta borghesia, l’aristocrazia vera e quel-
la televisiva e politica. La lista dei rag-
girati sembra infinita e sorprendente.
Si  apre  la  caccia  al  tesoro  residuo,
chissà dove è finito (o nascosto, come
ha  fatto  un  ex  agente  di  cambio  con
due cognomi, figlio di un galantuomo
stimato: 6 milioni e passa di euro spo-
stati dai clienti all’isoletta-paradiso fi-
scale). Si parla molto di soldi, in città, e
poco di Apocalisse.

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2 commenti.

  • paolop scrive:

    Contro l’ Apocalisse dei Maya o del quasi coevo Martini non ci possiamo fare niente.

    Invece dagli emuli di questo Giampy certamente si! Ma che ci sia anche Rutellone?

  • choky scrive:

    Ho l’impressione che la “politica” odierna non sia altro che una lunga campagna elettorale non fatta per il voto, ma per spingere e produrre l’astensione.
    Stiamo accorti !




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