28 feb 11

Capita a volte che hai un mezzo pomeriggio in una delle tante belle città italiane di provincia.

Vai dove devi andare, non hai voglia
di fare la turista, e anzi scegli
stradine laterali, senza gente;
camminando t’imbatti in uno slargo
con una chiesa, di quelle un po’ neglette,
spesso chiuse;

sei già in ritardo, ma guardi
la facciata che sonnecchia, e subito
i tuoi passi si allentano, si disfano,
si fanno trasognati finché non resti
immobile a chiederti cos’è
quel denso concentrato di esistenza
sorpresa dentro un tempo che ti assorbe
in una proporzione originaria.

Più che bellezza: è un’appartenenza elementare, semplice, già data.
Ah, non toccate niente, non sciupate!
C’è la mia patria in quelle pietre addormentata.

maggio, i primi giorni
quando aprile gli si è appena sciolto
dentro –

giorni santi, stupefatti,
trasparente cielo fino di batista
che i nostri sensi

accolgono adoranti, incapaci di invocare un’altra luce
se non questa.

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5 commenti.

  • choky scrive:

    Essendo un Cane, amo correre nei boschi, nuotare nei ruscelli, andare in cerca di tane di conigli ed ho perfino amici cinghiali e caprioli che corrono insieme a me.
    Il bosco è spesso la mia seconda casa, quando riesco a scappare dalla casetta dei miei “genitori”.
    Nel bosco son felice e contento, nella casetta mi sento amato e sto bene.

    Ma quando qualche volta riesco a scodinzolare per le strade di città e posso annusare dappertutto, allora sono felicissimo.
    Vecchi muri di antiche mura, selciati ed acciotolati, mattoni a lisca di pesce, masegni e pietre bianche d’Istria, granito rosa e grigio, piastrelle vecchie e nuove, marmi e marmetti.
    Annuso e guardo dappertutto intorno a me: balaustre in ghisa, in marmo, in ferro, in antico legno, angoli di case in pietra d’Istria, mattoni e cemento, calce, vecchi intonaci ocra, rossi e giallognoli.
    E poi di tanto in tanto, finalmente, qualche tronco d’albero e una piccola aiuola dove posso finalmente star meglio, per un po’, poi alla ricerca di una fontana.
    E la trovo: di ghisa, di marmo, di pietra, di mattoni, persino di legno.
    Peccato che noi cani siamo daltonici e non possiamo apprezzare tutte queste bellezze.
    Ma quanto è bella la città, piena di vita e di Cani la Città !
    E quanto è piacevole scodinzolare per le strade e le viuzze delle città, senza Carnevale incombente.
    Il bosco è il mio mondo, mi appartiene, li’ incontro i miei simili, gioco e mi azzuffo con loro.
    La città è qualcosa di indescrivibile: tento spesso di spiegarla ai miei amici
    che non possono andarci e che forse non saprebbero apprezzarla, perchè non sarebbero bene accolti.
    Quanto è bello esser Cani.

  • choky 2 scrive:

    Mancano, per un svista, gli ultimi quattro versi alla poesia scelta con cura oggi per il 150esimo:

    quando aprile gli si è appena sciolto/ dentro – giorni santi, stupefatti,/ trasparente cielo fino di batista/ che i nostri sensi accolgono adoranti, incapaci di invocare un’altra luce/ se non questa

    …gli altri, i clandestini,/ imprecisabili per numero e per specie, e per i quali/ tutti, io provo un grandissimo rispetto,/ come dovrebbe ognuno

    Come dovrebbe ognuno che legge questi versi di Patrizia Cavalli.

  • choky scrive:

    cosi’ concludeva la poesia citata:

    “…gli altri, i clandestini,/ imprecisabili per numero e per specie, e per i quali/ tutti, io provo un grandissimo rispetto,/ come dovrebbe ognuno ”

    Come dovrebbe ognuno che legge questi toccanti versi di Patrizia Cavalli.

  • choky scrive:

    choky scrive:
    Il tuo commento è in attesa di moderazione

    01/03/2011 alle 19:08

    Carlo Teodoro Maria Nicola Giovanni Giacomo Filippo Francesco Giuseppe Silvestro Barone von und zu Guttenberg

    7 anni di studi di giurisprudenza, licenza e diploma (5+2)all’Università di Bayreuth.

    ha passato con successo il primo esame di avvocatura di stato.

    ha riconosciuto di aver copiato parte della tesi di dottorato e per questo ha dato le dimissioni.Da noi anche Berlusconi e Di Pietro sono dottori in giurisprudenza,dopo 4 anni uno e tre (alcuni dicono due ) il secondo.

  • choky scrive:

    choky scrive:
    Il tuo commento è in attesa di moderazione

    28/02/2011 alle 11:13

    Essendo un Cane, amo correre nei boschi, nuotare nei ruscelli, andare in cerca di tane di conigli ed ho perfino amici cinghiali e caprioli che corrono insieme a me.
    Il bosco è spesso la mia seconda casa, quando riesco a scappare dalla casetta dei miei “genitori”.
    Nel bosco son felice e contento, nella casetta mi sento amato e sto bene.

    Ma quando qualche volta riesco a scodinzolare per le strade di città e posso annusare dappertutto, allora sono felicissimo.
    Vecchi muri di antiche mura, selciati ed acciotolati, mattoni a lisca di pesce, masegni e pietre bianche d’Istria, granito rosa e grigio, piastrelle vecchie e nuove, marmi e marmetti.
    Annuso e guardo dappertutto intorno a me: balaustre in ghisa, in marmo, in ferro, in antico legno, angoli di case in pietra d’Istria, mattoni e cemento, calce, vecchi intonaci ocra, rossi e giallognoli.
    E poi di tanto in tanto, finalmente, qualche tronco d’albero e una piccola aiuola dove posso finalmente star meglio, per un po’, poi alla ricerca di una fontana.
    E la trovo: di ghisa, di marmo, di pietra, di mattoni, persino di legno.
    Peccato che noi cani siamo daltonici e non possiamo apprezzare tutte queste bellezze.
    Ma quanto è bella la città, piena di vita e di Cani la Città !
    E quanto è piacevole scodinzolare per le strade e le viuzze delle città, senza Carnevale incombente.
    Il bosco è il mio mondo, mi appartiene, li’ incontro i miei simili, gioco e mi azzuffo con loro.
    La città è qualcosa di indescrivibile: tento spesso di spiegarla ai miei amici
    che non possono andarci e che forse non saprebbero apprezzarla, perchè non sarebbero bene accolti.
    Quanto è bello esser Cani.




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