L“Affaire” Berlusconi è grave. Ma ancora di più lo è “l’affaire” Procura di Milano…24-01-2011 Siamo d’accordo, e lo si è detto e ripetuto: non è normale che un presidente del Consiglio si preoccupi della sorte di una ragazza minorenne fermata per furto, la spacci per la nipote del presidente egiziano, spedisca in fretta e furia una amica che ha fatto eleggere al Consiglio Regionale della Lombardia per toglierla da quella situazione, e che la ragazza minorenne, presa in temporaneo affido sia consegnata a un’altra donna che si prostituisce. Non è normale, a prescindere da eventuali aspetti di rilievo penale che non è compito nostro accertare se vi siano o meno. Non è neppure normale leggere tutto quello che leggiamo su siti e giornali, e che mostrano in certi luoghi del Potere, il “fare” e il “dire” di certi personaggi, sia all’insegna di una volgarità e di uno squallore che lascia senza parole. Niente è normale, in questa vicenda, e se per dirlo ci verrà appioppata la patente dei moralisti, va bene. Se credere che chi incarna le istituzioni debba avere decoro e decenza viene contrabbandato per moralismo, d’accordo: si è dei moralisti. Ora se molto, tanto, si ha da rimproverare ed eccepire sui comportamenti dell’attuale inquilino di palazzo Chigi, delle sue care e dei suoi cari, ancora di più da rimproverare e da eccepire sul comportamento della procura di Milano e specificatamente dei suoi vertici. Da settimane i radicali hanno documentato – documentazione ineccepibile, incontestabile e non contestata – che l’attuale presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni è un abusivo: abusivo perché ricopre per la quarta volta consecutiva un mandato nonostante la legge prescriva espressamente che i mandati consecutivi non possono essere che due; e poi perché è stato documentato che le firme in calce alla lista Formigoni in occasione delle ultime elezioni, erano e sono false: è una stessa mano che scrive; molti dei firmatari hanno dichiarato non solo di non saperne nulla, ma che avevano votato il partito avversario…Insomma, una documentata situazione di palese, solare illegalità e violazione della legge. Legge assurda fin che si vuole, ma che è in vigore, e allora finché è tale, va rispettata; non ci si può comportare come se non ci fosse. Bene: a fronte di questa precisa, documentata, ineccepibile documentazione, la procura di Milano archivia tutto. Quella procura che – giustamente – è così severa con Silvio Berlusconi, è straordinariamente indulgente (ci si limita a definire così il comportamento della procura, timorosi di querele e altre). Ora se il comportamento del presidente del Consiglio, abbia o no risvolti penali, è grave, quello della procura lo è ancora di più. Ed è grave che mentre “l’affaire” Berlusconi da giorni sia sulle prime pagine di tutti i giornali, il comportamento “indulgente” nei confronti di Formigoni sia considerato “normale”, e nessuno si interroghi e mostri la benché minima voglia di vederci chiaro. E dire che Marco Pannella e Marco Cappato in questi giorni hanno rilasciato dichiarazioni che sono precisi e inequivocabili atti d’accusa sul comportamento dei vertici della procura di Milano. Non una smentita, non una reazione, nulla. Eppure sono accuse gravi, che giustificherebbero – per una volta tanto! – l’intervento degli ispettori ministeriali. La domanda è semplicissima: perché la procura di Milano, nella vicenda Formigoni, non si è attivata, e anzi in un primo momento, quello decisivo, ha insabbiato tutto? Pannella e Cappato hanno mosso accuse molto gravi: accolte, con apparente indifferenza. Secondo il detto popolare, chi tace, acconsente. Il silenzio dei vertici della procura autorizza a credere che Pannella e Cappato abbiano visto giusto e dicano il vero. E se è così, la cosa è perfino più grave della pur grave vicenda che vede coinvolto il monarca di Arcore e le “signorine” della sua corte. Valter Vecellio Giornalista professionista, attualmente lavora in RAI. Dirige il giornale telematico «Notizie Radicali», è iscritto al Partito Radicale dal 1972, è stato componente del Comitato Nazionale, della Direzione, della Segreteria Nazionale. |
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