25 nov 10

Illustrissimi Presidenti Casini, Fini e Rutelli,

il movimento «Verso Nord» è nato il 23 luglio scorso in Veneto con lìobiettivo di offrire una nuova offerta politica liberale e riformista ai tanti esigenti elettori del virtuoso Nord, stanchi di quindici anni di bipolarismo urlato ed improduttivo. Su questa basi abbiamo da subito sposato il progetto politico di costruzione di un Nuovo Polo per le Riforme, con l’ambizione di poter ben rappresentare al suo interno quella sana richiesta di buon governo che proviene dalle nostre terre, certi che il ruolo del Nord sia anche quello di imporre standard di efficienza al Sud per portare l’intera Italia «più vicina all’Europa». L’abbiamo sposato con l’obiettivo di costruire assieme a voi una nuova autonoma proposta politica che si presentasse agli elettori alla prossima naturale scadenza elettorale del 2013, capace di trasformare un momento di crisi sociale ed economica in una reazione positiva, rigorosa ed esigente, per: modificare l’attuale legge elettorale eliminando il premio di maggioranza e rimettendo la scelta dei parlamentari nelle mani degli elettori; riformare in senso federalista l’apparato pubblico legando inscindibilmente tale riforma alla drastica riduzione della spesa pubblica, a partire dall’abolizione delle province; liberalizzare i mercati chiusi per aumentare efficienza a beneficio di consumatori ed opportunità di lavoro per i giovani; aumentare contestualmente la flessibilità nel mercato del lavoro e la protezione sociale dei lavoratori sia dipendenti che autonomi, investire nella scuola, nel sostegno all’innovazione ed all’internazionalizzazione delle imprese, in infrastrutture materiali ed immateriali per restare competitivi e legati all’Europa; tassare meno il lavoro e più i redditi patrimoniali; inasprire la lotta all’evasione fiscale con l’obiettivo di abbassare le imposte a chi già le paga. Una proposta innovativa, dunque, che, forte della credibilità di un candidato premier di alta statura, sappia rendere popolari politiche di rigore, essere dialogante e costruttiva, portatrice di stabilità emoderazione politica. Tuttavia la nostra convinta partecipazione al progetto del Nuovo Polo cede il passo ad una più forte preoccupazione: che il Nuovo Polo si renda protagonista, agli occhi della pubblica opinione, non di una proposta politica alta ed innovativa bensì di una crisi di governo che faccia precipitare il paese alle urne. Siamo invece convinti che il Nuovo Polo debba assolutamente e necessariamente nascere in occasione della prossima naturale scadenza elettorale del 2013; se nasce da una crisi congiurata a palazzo, nasce morto. Oggi il Paese di tutto ha bisogno tranne che di una crisi politica e di nuove elezioni. Chi si assume la responsabilità di lasciare il vascello sei mesi senza timone, nel mare tempestoso della possibile crisi dell’Euro e della recessione? Alla guida del Paese c’è un governo, il cui fallimento è sotto gli occhi di tutti, ma pur sempre frutto di una sovrana volontà popolare. Chi ha vinto le elezioni, compresa Fli, mantenga fedeltà al patto con gli elettori fino a fine legislatura. Ogni coinvolgimento delle forze che si richiamano al Nuovo Polo nella responsabilità di una immediata chiamata alle urne si rivelerebbe un fatale errore, capace, idoneo solo a rafforzare Berlusconi ed a pregiudicare la nascita stessa del Nuovo Polo per le Riforme. Chi ha perso le elezioni, compreso l’Udc, non presti soccorsi opachi ad un governo che ha fallito. Ciò detto, il Nuovo Polo per le Riforme, cioè l’alternativa moderata e riformista all’attuale maggioranza, va costruita fin d’ora con determinazione ma in vista e per la prossima legislatura. Sarebbe per noi importante poterci confrontare anche pubblicamente con Voi nelle prossime settimana sul nostro Manifesto.

Alessio Vianello

Portavoce di Verso Nord

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2 commenti.

  • paolot scrive:

    Mah; non me la sento più di aderire toto corde a qualcosa, però devo dire che condivido grandissima parte di quello che scrive Alessio Vianello. Penso peraltro che anche i destinatari della lettera siano convinti che converrebbe (a loro) procedere senza elezioni; e quindi con l’unica soluzione possibile che è un berlusconi bis. Purtroppo berlusconi è convinto del contrario e la lega apparentemente pure. Poi vanno aggiunti tutti i tatticismi di queste situazioni, per cui se ne capisce ancor meno: soprattutto non si capisce quanto gli attori gestiscono la scena e quanto la scena gestisce loro. Penso che molto dipenderà dalla decisione della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento (anche quella il compleanno di paolop): se lo accettano, non vedo come berlusconi possa essere così cieco da gettare al vento due anni di tranquillità per rischiare una rielezione non certissima. Ma, e vale per tutti questi tipetti, gli dei accecano chi vogliono perdere (come credo dicesse Omero da qualche parte)

  • otto scrive:

    Qui di seguito le buone intenzioni: ma sono le stesse di Fini, Giovanardi, Rutelli, Casini, Bersani, Vendola e quel sant’uomo di Ferrero. Mancano solo Tonino e Grillo.

    Quindi come non essere d’ accordo. Adesso sotto con il candidato:

    - Libera e Bella vendeva le visite all’ Avv (dice romiti), e come venderlo alle Masse Operaie, dopo che armava il braccio di Marchionne?
    - Marchionne?
    - Tremonti, anche se un pò compromesso?
    - Monti troppo algido e bocconiano, la politica è anche passione
    - Draghi il Nascosto?

    Solo economisti finalmente! Via i Ciarlatani dal Tempio!

    Ma ecco il programma!

    - sana richiesta di buon governo che proviene dalle nostre terre,
    - imporre standard di efficienza al Sud per portare l’intera Italia «più vicina all’Europa»
    - trasformare un momento di crisi sociale ed economica in una reazione positiva, rigorosa ed esigente, per:
    - modificare l’attuale legge elettorale eliminando il premio di maggioranza e rimettendo la scelta dei parlamentari nelle mani degli elettori;
    - riformare in senso federalista l’apparato pubblico
    - drastica riduzione della spesa pubblica,
    - abolizione delle province;
    - liberalizzare i mercati
    - aumentare efficienza a beneficio di consumatori
    - opportunità di lavoro per i giovani;
    - aumentare contestualmente la flessibilità nel mercato del lavoro e la protezione sociale dei lavoratori sia dipendenti che autonomi,
    - investire nella scuola,
    - sostegno all’innovazione ed all’internazionalizzazione delle imprese,
    - in infrastrutture materiali ed immateriali per restare competitivi e legati all’Europa;
    - tassare meno il lavoro e più i redditi patrimoniali;
    - inasprire la lotta all’evasione fiscale con l’obiettivo di abbassare le imposte a chi già le paga.

    Una proposta innovativa!!! E poi

    - candidato premier di alta statura,
    - politiche di rigore,
    - dialogante e costruttiva,
    - portatrice di stabilità emoderazione politica.

    Oggi il Paese di tutto ha bisogno tranne che di una crisi politica e di nuove elezioni.

    Secondo me non ha parlato della rivoluzione del merito, troppo poco federalismo, non ha spiegato cos’è il rigore (si, si, tagli studiati, e da chi? da chi deve essere tagliato?). Comunque aspettiamo fiduciosi,




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