25 ott 10

La Stampa,
giovedì 21 ottobre
L’ Unicredit  si  è  impe-
gnata con i sindacati
a privilegiare le assunzioni
dei figli dei dipendenti, purché
la prole sia laureata e in grado di spiccicare
un po’ d’inglese. Si tratta di un progresso for-
midabile: in tante altre aziende, e non solo
bancarie, i figli prendono il posto dei padri
anche se sono dei perfetti caproni (con tutto
che si può essere perfetti caproni con una lau-
rea e un paio di «how are you»). Il lavoro co-
me  diritto  ereditario  è  uno  dei  cardini  del
nuovo medioevo e, oltre alla Casta dei politi-
ci, oggetto di esecrazione collettiva, ci sono
cento, mille caste con l’iniziale minuscola, ma
anch’esse con un mucchio di figli da sistema-
re. La mobilità sociale è uno splendido argo-
mento di conversazione, come la meritocra-
zia. Ma appena ci si siede a trattare con il da-
tore di lavoro, l’orizzonte etico si riduce preci-
pitosamente al solito familismo amorale: mio
figlio prima di tutti, anche di chi è più bravo
di lui (dopotutto, chi sarà mai più bravo di
mio figlio?).
Uno studente che non ha genitori in banca
si starà probabilmente chiedendo il senso del-
le sue fatiche e se non gli convenga piuttosto
intentare una causa di paternità a qualche
dirigente dell’Unicredit. E chi il genitore in
banca ce l’ha – e però magari desidera diven-
tare  carpentiere,  flautista  o  costruttore  di
macchinine per i plastici di «Porta a Porta» –
finirà per tarpare le ali alla sua vocazione
perché il privilegio esercita un’attrazione fa-
tale a cui soltanto i puri di cuore e di intellet-
to (altrimenti chiamati «matti») riescono a
sottrarsi.
Massimo Gramellini

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1 commento.

  • choky scrive:

    Unicredit: nepotismo organizzato, autorizzato, e addirittura concordato !
    Forse alcuni potranno anche chiamarla trasparenza, ma fa parte invece della diseducazione.
    Choky ha avuto un Cagnolino con due lauree e dottorato in corso a Oxford .
    Chupo (cosi’ si chiama il Cagnolino) trascorre il suo tempo ai confini della Grande Cina, correndo ed abbiando tra i monti del Pamir e le vaste pianure del Kirgizistan e del Tadjikistan e laggiu’ si guadagna da vivere.
    Certo, non tutti i Cani hanno lo stesso carattere e la forza d’animo, ma se si insegna loro fin da cuccioli che prenderanno il posto del padre poichè cosi`la società è organizzata, allora imponiamo un carattere ed una mentalità che sanno di marciume e di corruzione, anche se velata.
    I Cani bisogna lasciarli correre liberi. Solo cosi`si arranegeranno da soli.E saranno onesti, per lo meno intellettualmente.




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