Siamo nel paese in cui l’evasiCone fiscale e la produzione in nero sottraggono sbalorditive» risorse al patrimonio nazionale, e si scopre che uno dei
maggiori protagonisti dell’occultamento di questo
immenso patrimonio era addirittura l’Avvocato.
Gli Agnelli sono tuttora la più grande famiglia
dell’imprenditoria italiana e la Fiat continua a essere azienda simbolo del nostro paese. Azienda e famiglia devono gran parte del loro successo passato agli aiuti dello Stato e all’operosità delle loro maestranze. Nella storia turbolenta dell’Italia moderna e anche nel dibattito sulle scelte di Marchionne è prevalsa tuttavia l’idea che sia il paese a dovere qualcosa alla Fiat e non
il contrario.
La riscoperta della grave infedeltà fiscale
di Gianni Agnelli riporta la discussione nei suoi termini reali e soprattutto toglie quel velo di sacralità che ha finora avvolto la vicenda imprenditoriale del colosso
dell’auto e della famiglia proprietaria. Quella chiave inglese nel motore dello sviluppo italiano, per usare l’immagine del Sole 24 Ore, è stata lanciata per prima dalla famiglia Agnelli e tuttora un’esponente della stessa dinastia viene meno ai suoi doveri di cittadina.
Se descrivessimo senza ipocrisie la struttura concreta del potere in Italia dovremmo dire che accanto a una classe politica spesso priva di senso dello Stato ha
pascolato una imprenditoria che ha rapinato lo Stato.
Filed under:
Uncategorized
Trackback:
Uri





avete detto…