18 set 10

Siamo nel paese in cui l’evasiCone fiscale e la produzione in nero sottraggono sbalorditive» risorse al patrimonio nazionale, e si scopre che uno dei

maggiori protagonisti dell’occultamento di questo

immenso patrimonio era addirittura l’Avvocato.

Gli Agnelli sono tuttora la più grande famiglia

dell’imprenditoria italiana e la Fiat continua a essere azienda simbolo del nostro paese. Azienda e famiglia devono gran parte del loro successo passato agli aiuti dello Stato e all’operosità delle loro maestranze. Nella storia turbolenta dell’Italia moderna e anche nel dibattito sulle scelte di Marchionne è prevalsa tuttavia l’idea che sia il paese a dovere qualcosa alla Fiat e non

il contrario.

La riscoperta della grave infedeltà fiscale

di Gianni Agnelli riporta la discussione nei suoi termini reali e soprattutto toglie quel velo di sacralità che ha finora avvolto la vicenda imprenditoriale del colosso

dell’auto e della famiglia proprietaria. Quella chiave inglese nel motore dello sviluppo italiano, per usare l’immagine del Sole 24 Ore, è stata lanciata per prima dalla famiglia Agnelli e tuttora un’esponente della stessa dinastia viene meno ai suoi doveri di cittadina.

Se descrivessimo senza ipocrisie la struttura concreta del potere in Italia dovremmo dire che accanto a una classe politica spesso priva di senso dello Stato ha

pascolato una imprenditoria che ha rapinato lo Stato.

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