7 set 10

Adesso il problema potrebbero essere i doppioni. Perché qualche tifoso ha telefonato al quotidiano Il Piccolo di Trieste e si è lamentato: «Andiamo sempre allo stadio e adesso siamo anche raffigurati nel telone che copre la gradinata. Questa cosa non ci piace…». Almeno così siamo sicuri: quelli stampati sull’enorme telone che copre il settore inferiore della gradinata Colaussi dello stadio Rocco sono veri tifosi della Triestina, mica patacche. «Contro la Juventus nel 2007 avevamo fatto il pienone — racconta Stefano Fantinel — e la gigantografia ritrae la gradinata di quel giorno. Una vera rarità».

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5 commenti.

  • choky scrive:

    riempimento virtuale.
    presenti secondo gli organizzatori: 5000 spettatori, secondo le autorità 10.000, secondo gli informatici 25.000.

  • paolop scrive:

    SECONDO I SINDACATI 2.000.000
    SECONDO PAOLO FUMAGALLI 1.000 LIDENSI

  • choky scrive:

    1.000 lidensi a Trieste ??

  • paolop scrive:

    Beh, se avessero a TRIESTE IL MONOBLOCCO..

  • paolop scrive:

    Il popolo dei distinti di massimo gramellini

    La foto dello stadio di Trieste, con le sagome dei tifosi al posto di quelli veri che allo stadio non vanno più, esprime un disagio che va molto al di là del calcio. Il fenomeno della bassa marea umana non ha svuotato una gradinata qualsiasi, ma la tribuna opposta a quella centrale, i distinti, che nella gerarchia sociale degli stadi rappresentano il ceto medio. Nelle curve vanno i giovani, va il popolo sanguigno e poco danaroso. La tribuna principale ospita i vip, i ricchi, i giornalisti, le vecchie glorie e gli imbucati, insomma i privilegiati. Resta il settore più ampio, destinato in teoria alla classe più numerosa: quel ceto medio che può spendere ma non troppo e però non rinuncia alla possibilità di vedere bene lo spettacolo, che a chiunque lo osservi dalla curva risulta invece schiacciato dalla prospettiva. I distinti rappresentano una scelta di buon senso, rassicurante, costruttiva. Se la curva è un’utilitaria e la tribuna un Suv, i distinti sono una «berlina», più utile che bella e però comoda, solida, spaziosa.
    Il guaio è che con la crisi economica nei distinti ormai non ci va più nessuno, e non solo a Trieste. Fra i borghesi che li abitavano, i più arrabbiati sono finiti in curva al fianco degli ultrà. I più furbi e ammanicati si sono sistemati in tribuna. E tutti gli altri, la stragrande maggioranza? A casa, davanti alla tv. Ma un calcio e un mondo dove hanno voce solo gli ultrà e i privilegiati è qualcosa di zoppo, isterico e triste. Perché è il popolo dei distinti che dà il tono a uno stadio, a una comunità.




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