13 ago 10

Vi stupiremo, torneremo quelli che
avete conosciuto un tempo
Onorevoli colleghi,
Nel chiedere al Parlamento il rinnovo
della fiducia il governo è consapevole che
i quattro nodi centrali su cui intende con-
centrare la sua azione nel restante trien-
nio della legislatura – imposte, federali-
smo, mezzogiorno e giustizia – non sono
nuovi e anzi sono da sempre temi costitu-
tivi della nostra coalizione. Siamo consa-
pevoli del ritardo nella loro realizzazione
e non cercheremo scuse. Potremmo evo-
care la crisi economica che ha reso diffi-
cile il taglio delle imposte e la realizzazio-
ne del federalismo. Potremmo evocare le
ostinate opposizioni a ogni riforma della
giustizia. Il governo ha con-
seguito successi storici
nella lotta alla crimina-
lità organizzata ma il di-
vario tra nord e sud non
è  stato  appianato.  Po-
tremmo addurre scuse e
buone  ragioni  ma  non  lo
faremo. Non intendiamo na-
scondere il principale errore
di questa maggioranza cui in-
tendiamo porre rimedio: non
aver sufficientemente tradot-
to in azione di governo la ca-
rica ideale e culturale che è
al centro del progetto di una
grande  rivoluzione  liberale.
Un luogo comune vuole che le
parole “cultura”, “ideali” sia-
no un’esclusiva della sinistra.
Ma ormai la sinistra detiene in
questo  ambito  soltanto  vuote
posizioni di potere senza capacità propo-
sitive. Sarà forse una sorpresa, ed è inve-
ce il ritorno alla nostra ispirazione primi-
genia, se diremo che lo spirito con cui af-
fronteremo i quattro nodi anzidetti sarà
culturale e ideale. Va detto con forza che i
problemi della giustizia non possono esse-
re risolti se non avendo come riferimento
i principi su cui si regge una società au-
tenticamente liberale. Né il federalismo
può essere concepito come una questione
meramente economica e tecnica: esso de-
ve discendere da una visione chiara dei
rapporti che devono intercorrere tra go-
verno centrale e poteri locali e questa non
può che fondarsi su ciò che ci insegna la
storia del nostro paese. E’ evidente che il
problema del mezzogiorno è un fatto so-
prattutto culturale che va risolto su questo
terreno prima ancora che su quello eco-
nomico.  Il governo vanta grandi successi
nel primo biennio della sua attività, ma
non si nasconde che quel che ha intralcia-
to la realizzazione del programma è l’azio-
ne di forze e spinte affaristiche, tecnocra-
tiche e persino retrive. L’azione futura del
governo sarà ispirata a netti principi cul-

turali, che ora espliciteremo, e non lascerà
spazio  ad  alcuna  interpretazione  mera-
mente tecnocratica e gestionale priva di
quella ispirazione ideale che ha spinto co-
loro che ci hanno dato il voto a riporre in
noi la loro fiducia.

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1 commento.

  • paolot scrive:

    Davvero magari! e forse non è un caso se oggi, dopo la conferenza stampa dei 5 punti, che orecchia, sia pur a distanze siderali, questo magari, le polemiche si sono come d’incanto placate.




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