Interrompo le immeritate vacanze per via di una faccenda scottante, da chiarire prima che sia troppo tardi. La questione è mal posta. Non è se l’Amor Nostro abbia commesso un errore con Fini, oppure no. Non è se Fini abbia dato una casa al cognato, o se sia stato prima forcaiolo, poi garantista, e quindi di nuovo forcaiolo, seppure col velo. Oppure fascista fino a cinquant’anni, salvo proclamare a cinquantuno che i fascisti (pardon, il fascismo) siano stati il male assoluto. O bipolarista convinto, salvo proporre il tripolarismo, presidenzialista accanito, salvo non volere il presidenzialismo, schierato contro i gay, salvo schierarsi a favore e contro l’immigrazione, comunque essa fosse, salvo difendere quella clandestina. Fossero queste, la questioni, tutte sarebbero risolvibili, perché questa alla fine è la politica.
Ma non è lì, il problema. Il problema, da sempre, è che Fini sa di tappo.
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Uri







mondiale.