Il TRAM, UNA STORIA INFINITA
Non è certo sfuggito a nessuno che da quando s’è insediata la nuova squadra di governanti della città, non passa giorno che sui quotidiani non s’agiti, con toni sempre più accesi e vibranti , il tormentone del tram.-
Una storia che, date le oramai trascorse innumerevoli puntate, è diventata una vera e propria telenovela, assai ben lontana, peraltro, dalla sua conclusione.-
Oggi che non c’è più l’autore del “sacco di Mestre”, Enrico Mingardi, quasi per magia fioriscono da ogni parte feroci, quanto opportune e calzanti critiche, con toni non certo pacati.-
Siamo sicuri che se il buon Ugo Bergamo, raffinato politico di lungo corso, potesse tornare indietro di qualche mese, con tutta probabilità ben si guarderebbe dall’accettare l’incarico che gli è stato assegnato, visto che le amare sorprese (chiamiamole eufemisticamente così) che ha trovato adagiate sulla scrivania del suo predecessore, sono meritevoli se non di un’ulcera, quantomeno di un bell’esaurimento nervoso.-
Comunque sia, pare giunto il tempo di accantonare le sin troppo facili critiche polemiche, per fare spazio alla necessità di qualche cosa di seriamente propositivo.-
Ciò, anche perché c’è la netta sensazione che si navighi a vista, perduti in un intricato dedalo di non verificate ipotesi, più o meno suggestive, o, peggio, allettanti perché apparentemente meno costose (sottopasso ferroviario, sì o no? cavalcaferrovia, sì o no?, Via Torino, sì o no?, S. Giuliano, sì o no?).-
E ancora, il mal sottile che era la più evidente caratteristica di Enrico Mingardi, il purtroppo mai scordato signor “decido tutto io”, pare aver contagiato anche gli attuali governanti.-
Si brancola, tecnicamente parlando, nel buio più assoluto, laddove sembra lecito tutto e il contrario di tutto, con una disinvoltura a dir poco sconcertante.-
Ma intanto il tempo passa, Mestre ha una viabilità che più raffazzonata non si potrebbe, con le sue vuote rotaie che minacciano da un giorno per l’altro di diventare lo strumento principe per la paralisi totale del traffico, mentre quasi nessuno conosce quale fiume di quattrini sia già stato gettato per questa egregia opera incompiuta.-
E allora, se ancora vige la regola del “chi sbaglia, paga”, perché non sollecitare la Procura della Repubblica ad aprire un’indagine sul corretto impiego di quei milioni di euro che sembrano essere stati letteralmente gettati al vento?
Chi furono, quei raffinati ed autorevoli Tecnici che, lautamente compensati, hanno dato il loro benestare allo scavo sotto la ferrovia, senza considerare che ciò avrebbe causato l’apertura di un Condominio come un melone maturo?
Quali precisi calcoli geologici possono mai avere eseguito, e quali verifiche preliminari?
Ma non solo.- In Via Olivi, dopo il cedimento di alcune pareti di immobili, per causa di maldestre infissioni di ganci per la linea elettrica, ora ci si è accorti che le transenne di protezione dei marciapiedi sono troppo a ridosso delle rotaie, e quindi le si è dovute rimuovere.- Altri denari buttati.-
Eppoi le fermate, collocate in luoghi inadatti, e quindi da spostare.-
Ma insomma, fino a quando si continuerà a domandare (meglio sarebbe dire: pretendere) la sopportazione passiva, civile e silenziosa dei cittadini?
Se vi è un po’ di rispetto per gli elettori, coloro cioè dalle cui tasche il Comune trae i soldini per queste epocali opere, perché non indire un’informale campagna referendaria, magari utilizzando quei gazebo tanto folti all’epoca delle primarie?
Perché non raccogliere con serietà (e umiltà) la voce del popolo, sull’indispensabilità o meno del tram a Mestre, e soprattutto sulla sua utilità in concreto?
Al di là della risibile favoletta degli eserciti dei residenti di Favaro che debbano in massa ogni giorno trasmigrare a Mestre, che senso può avere una linea tramviaria che ignora l’Ospedale, Venezia, e tutta la zona d’attraversamento cittadino da nord a sud (da Via Miranese, cioè, a Via Torino)?
Quando poi, dulcis in fundo, ci si accorge, come per incanto, che i lavori di collegamento con Marghera non potranno (perlomeno senza ricorso ad ulteriori spese stratosferiche, allo stato inimmaginabili) essere completati?
Non sarebbe ora e tempo di sentire dai cittadini se la volontà predominante sia davvero quella di continuare a grattare nel fondo delle loro tasche, per portare a termine un’opera che, se tutto va bene, si potrà stimare ultimata di qui a 6 – 7 anni?
Analogamente, sarebbe doveroso pretendere dallo staff tecnico che fosse disponibile ad assumersi la responsabilità di progettare ciò che oggi pare difficilmente realizzabile, una adeguata serie di garanzie patrimoniali in caso d’errore, così da evitare, almeno per una volta, che si ripeta la solita storia di … Pantalone.-
In fin dei conti, non sembra sia domandare troppo!
30/07/2010
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Uri




Fuori i nomi dei progettisti del tunnel: l’ hanno scavato anche sotto The Channel. Perchè non sotto il treno venezia mestre?
Fuori parcelle e polizze rischi professionali, prego!
Il vero affare sarebbe fare un referendum abrogativo del tram. Dare l’incarico ovviamente retribuito a qualche comitiva di rumeni di raccogliersi le rotaie per venderle come ferro, di togliere i fili che spero siano di rame e non parlarne più. Questo sarebbe il vero affarone che la città avrebbe a portata di mano. Ovunque lo dirottino sarà sempre e comunque un fiasco, un buco nero che assorbirà milioni e milioni e sopratutto ci darà fastidi perpetui.
Il progetto è stato fatto evidentemente in una sera d’estate, dopo aver vuotato taniche di prosecco, un tecnico avvinazzato di suo,che manco si reggeva in piedi, ha gridato :”noi passeremo sotto la ferrovia” e gli altri eccelsi tecnici ancora più avvinazzati han gridato “si si passiamo tutti sotto la ferrovia” e l’oste infastidito per gli schiamazzi tipici degli avvinazzati, ha detto :”non gridate così altrimenti vi mando fuori del locale chè disturbate i vicini”.
http://www.saramanzano.com/blog/img/tam.jpg
IL tram è stata una delle piu’ belle ed utili invenzioni cittadine.
Prima quello a mano, poi a cavalli, poi elettrico coi fili, poi abbandonato del tutto o quasi.
Ora nuovo, bello, contestato, ammirato, vilipeso, apprezzato.
Anche noi cani possiamo entrarci e viaggiamo bene, senza vibrazioni e puzze di motori diesel, senza frenate brusche, senza troppi sussulti, quasi in silenzio.
Ed abbiamo pure precedenza sulle cagnette che viaggiano in automobile con le loro padroncine, che, con la scusa che fanno le compere in centro, inquinano notevolmente.Almeno quando viaggiamo in tram ci sentiamo “superiori”.
Peccato che Homo tecnologicus non si prenda il tempo di prevedere vagliare studiare disegnare provare e voglia fare tutto di corsa per poi pagare e far pagar cari gli errori di percorso e diciamolo, di incompetenza.
chocky è tornato (in tram?)
Un tram che si chiamo Desiderio…..
GIà IL DESIDERIO è UN PUNTO A FAVORE! ASTENERSI DA ULTERIORI COMMENTI SUL META SIGNIFICATO DEL TRAM
Il tram è un mezzo di trasporto senza fantasia, come i trenini elettrici in soffitta.
Forse è per questo che si dice: attàccati al tram!?
Pero’ è utilissimo, come tante cose che mancano di fantasia o di iniziativa.
Il problema viene dall’Uomo.